Un eccesso di timidezza implica e comporta un marcato disagio psicologico e fisico con presenza di sintomi quali sudorazione abbondante, tachicardia, paura paralizzante nei confronti del giudizio altrui. Tutto ciò ha come conseguenza l'evitamento di situazioni sociali, arrivando in molti casi a sviluppare una vera e propria fobia sociale.
La fobia sociale può limitare una persona restringendo il suo spazio vitale, portandola ad isolamento e a disturbi d'ansia.
In molti casi alla base di una spropositata timidezza c'è un basso livello di autostima, marcata critica interna, attribuzione agli altri di capacità e giudizio, sproporzionati.
Potremmo definire quanto appena detto con una metafora. Quella della bilancia di una volta, la bilancia della nonna, quella a due piatti con i pesetti.
Nella persona con ansia sociale e timidezza marcata il piatto pende tutto da questo lato, mentre quello che resta sollevato è rappresentato dall'attribuzione di un ipervalore degli altri.
Gli "altri" a cui si attribuisce il potere di "far sentire" bene o male. Gli "altri" visti come giudici e "perfetti" conoscitori di verità e adeguati comportamenti.
Dott.ssa Laura Bonanni
Psicologa Psicoterapeuta a Roma (RM)
Psicologa Psicoterapeuta
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Iscritto all'Ordine ordine degli Psicologi del Lazio n° 3337 - data iscrizione (25/11/1993)