Di Laura Bonanni*
" Che cosa sei, che cosa sei, cosa sei…, non cambi mai, non cambi mai…,proprio mai….
Parole, parole, parole…,parole soltanto parole, parole fra noi"
Cosi cantava Mina in una bella canzone del 1972, interpretata assieme all'attore Alberto Lupo.
Sicuramente i giovanissimi non si ricorderanno di Lupo e forse neppure della canzone e allora suggerisco di andarla ad ascoltare.
Ormai in rete si trova tutto facilmente.
Ho voluto iniziare così, poiché oggi scrivo in merito alla comunicazione.
In modo più specifico voglio parlarvi delle transazioni.Cioè di tutti quegli scambi che quotidianamente realizziamo con le persone vicine e meno vicine.
Come già ho avuto modo di raccontare, precedentemente, io sono una psicoterapeuta ad indirizzo analitico transazionale.
Apro una parentesi esplicativa.
L'analisi transazionale utilizza un linguaggio quotidiano, alla portata di tutti, proprio perché lo spirito del suo fondatore, Eric Berne, era quello di mettere i pazienti nella condizione di comprendere il linguaggio utilizzato dal terapista, in modo tale che potessero acquisire una padronanza dei termini, dei processi e del linguaggio usato così da divenire padroni del proprio processo di cura.
Contrariamente alla psicoanalisi del tempo ( parliamo degli anni cinquanta), che utilizzava un linguaggio poco alla portata delle persone, l'analisi transazionale mise in campo termini come: transazione, copione, contratto, carezze, bollini, giochi, proprio nell'ottica dell'inclusività, diremmo noi , oggi.
Termini semplici, ma non semplicistici, poiché dietro tali termini c'è un costrutto teorico e metodologico, né banale, né scontato.
Torniamo alle nostre transazioni.
L'analisi transazionale si occupa anche e soprattutto delle transazioni, cioè di quegli scambi che si verificano fra le persone e a livello interno, cioè di quei dialoghi che ciascuno di noi attiva in sé.
Quindi l'analisi transazionale si occupa degli scambi ad un livello sia relazionale ( cioè fra le persone), che intrapsichico ( cioè dentro di noi).
Non è che si deve esser strani per parlarsi dentro.
Assolutamente no. Ciascuno di noi si dice sempre qualcosa, fra se' e se', non solo quando sta' per conto proprio, ma anche quando si trova in reale compagnia di qualcuno.
I nostri comportamenti, le nostre parole, i nostri pensieri, sono sempre il risultato di un dialogo interno che attiviamo. Magari non ne siamo consapevoli, ma la realtà è che noi ci parliamo.
Più scontato e palese è riconoscere le transazioni ( gli scambi) con gli altri, meno palese, ma più interessante, scoprire i nostri dialoghi interni, il nostro "a tu per tu".
Premessa importante: Eric Berne, psichiatra canadese, fondatore dell'analisi transazionale negli anni cinquanta, pone a base del funzionamento del nostro Io, tre dimensioni fenomenologiche ( cioè quei fenomeni così come si manifestano alla coscienza)
Queste dimensioni fenomenologiche prendono il nome di stati dell'Io.
Gli stati dell'Io sono un insieme uniforme di emozioni ed esperienze correlate ad un corrispondente schema uniforme di comportamento.
Gli stati dell'Io sono tre: lo stato dell'Io Genitore, lo stato dell'Adulto, lo stato dell'Io Bambino.
Lo stato dell'Io Genitore è quell'insieme di comportamenti ed emozioni che sono stati copiati dai genitori o figure genitoriali, vale a dire, uno stato dell'Io preso in prestito.
Lo stato dell'Io Adulto è l'insieme di comportamenti, pensieri ed emozioni che sono una risposta diretta al qui-e-ora, non copiati dai genitori o da figure genitoriali, né riproposti dall'infanzia della persona.
Lo stato dell'Io Bambino è l'insieme di comportamenti, pensieri ed emozioni che sono riproposti a partire dall'infanzia della persona, vale a dire uno stato dell'Io arcaico.
Eric Berne definiva la transazione come "l'unità fondamentale del discorso sociale".
Davanti alle difficoltà della comunicazione gli specialisti dell'analisi transazionale hanno rivolto l'attenzione alle transazioni per aiutare a comprendere e a relazionarsi nel modo migliore.
Si distinguono tre tipi di transazioni dalle più semplici alle meno evidenti:
Le transazioni complementari sono semplici ,dirette e ben identificabili. Sono quelle in cui lo stato dell'Io a cui ci si riferisce è lo stesso che risponde. In tali transazioni il livello verbale e non verbale del messaggio sono congruenti fra loro.
Le transazioni incrociate rappresentano delle comunicazioni difficili, indirette. In questo tipo di relazione un partner , un interlocutore, si esprime con uno stato dell'io e l'altro con uno diverso.
Si ha quindi una transazione incrociata quando a rispondere non è lo stesso stato dell'Io a cui è stato inviato lo stimolo e la risposta è indirizzata ad uno stato dell'Io diverso da quello che ha emesso lo stimolo.
Le transazioni ulteriori sono le più complesse e le più dolorose. Esse sono caratterizzate dall'invio di due messaggi contemporaneamente: un messaggio sociale che è esplicito e un messaggio psicologico che è implicito, ma altamente coinvolgente e generatore di reazioni vivaci, soprattutto a livello emotivo. In questo caso la comunicazione si svolge a livello psicologico .
I segni più evidenti che permettono di capire la presenza di una transazione ulteriore sono: il nervosismo, la collera, la stanchezza che piomba addosso improvvisamente , il sentirsi a qualche livello inceppati.
Quando ci parliamo dentro, a tu per tu (con noi stessi), il dialogo avviene fra i nostri stati dell'Io ed è detto intrapsichico.
Facciamo un esempio. Potrebbe essere capitato a qualcuno di noi il dirci che non siamo all'altezza di qualche situazione, che non ce la possiamo fare. Bene ( si fa per dire!). In questo caso potrebbe essere che questo pensiero e la conseguente messa in atto di un comportamento rinunciatario, sia la diretta conseguenza di un dialogo interno fra uno stato dell'Io Genitore critico e uno stato dell'Io Bambino adattato negativo, con estromissione del proprio stato dell'Io Adulto, Cioè ci dimentichiamo delle nostre risorse, delle nostre capacità nel qui e ora e ci muoviamo portati da un dialogo critico e di blocco.
Quindi, portando avanti sempre lo stesso esempio, potrebbe essere che il nostro malessere, la mancanza di energie, i pensieri negativi, vittimistici e rinunciatari, siano la conseguenza naturale e logica dell'ascolto di questo dialogo interno critico e svalutante.
Questo è solo un esempio, ma varie possono essere le situazioni e basta capire il meccanismo che possiamo in qualche modo, scoprire il processo che stà dietro ad atteggiamenti, posture e scelte che avvolte appaiono strane, improvvise, insolite.
Ed ecco che torno al titolo di questo mio scritto: "la qualità della comunicazione è fondamentale".
Fondamentale a star bene con noi stessi e star bene con gli altri.
La questione non è semplicistica. Tuttavia, usando una metafora, ci sono delle chiavi per aprire le serrature ed ogni serratura ha una sua chiave.
Armiamoci di consapevolezza, strumenti e metodo e avremo cominciato a risolvere una buona parte del problema.
Abbiamo tutti un bell'Adulto! Impariamo a riconoscerlo e a ridargli energia e potere esecutivo. Così facendo faremo prima di tutto un buon servizio a noi e poi a chi ci sta' accanto.
Provare per credere!
Articolo già pubblicato sulla rivista online: GIOVANI DEL 2000
Laura Bonanni psicologa psicoterapeuta Specialista in analisi transazionale
mail: bonsailaur@gmail.com
Dott.ssa Laura Bonanni
Psicologa Psicoterapeuta a Roma (RM)
Psicologa Psicoterapeuta
Partita IVA 09414350588
Iscritto all'Ordine ordine degli Psicologi del Lazio n° 3337 - data iscrizione (25/11/1993)